Un ricordo dall’Estonia: focus su una nazione in continuo mutamento

StampaInvia per emailVersione PDF

Un rispettato membro dell’ Unione europea e dell'euro, la cui economia è tra quelle in più rapida crescita del continente

ESTONIA - È una storia europea di successo. Si tratta di un rispettato membro dell’Unione europea e dell'euro. La sua economia è tra quelle in più rapida crescita del continente. Pur essendo un piccolo paese, riesce ad essere un leader tecnologico ed un esempio per il mondo in alcuni campi, come ad esempio l'e-government e il numero di start-up pro capite.

Tali prospettive lucenti non erano così evidenti nei primi anni ‘90 quando l'Estonia è emersa dal dominio sovietico. È stata una strana fase di transizione in cui il vecchio ordinamento è stato superato, ma quello nuovo doveva ancora prendere forma. “Il presente, però, è così incorniciato dal passato e dal futuro, che quasi non esiste”, come Sigrid Rausing  ha finemente osservato, nella sua informale descrizione di un angolo del paese: un ex fattoria collettiva sulla penisola occidentale di Noarootsi, dove ha trascorso, tra il 1993 e il 1994, un anno a fare ricerche antropologiche.

Di origine svedese, era lì per esplorare le radici svedesi della regione: prima della guerra circa metà della popolazione era di lingua svedese. Rimangono solo frammenti. Nel 1944 i nazisti occupanti cacciarono la maggior parte degli svedesi estoni. Questa è solo una parte dei tumulti che il  paese ha subito. I tedeschi baltici avevano lasciato il paese abbandonando case ancestrali. Gli ebrei estoni furono massacrati durante l'olocausto, i soldati sovietici erano andati via da quella che era stata una zona di protezione di confine. I risparmi delle persone erano stati spazzati via a causa di una riforma monetaria che ha trasformato il valore nominale di 1.000 sterline al mero valore di 10 sterline. È stato questo il prezzo pagato per l'indipendenza.

Nella penisola erano rimasti solo gli antichi paesaggi delle foreste e del mare e una popolazione povera, con gravi problemi di alcolismo. Ma il futuro stava arrivando, svedesi in Volvo rivendicavano le proprietà di famiglia o donavano computer. Il simbolo della fattoria è stato deposto e sostituito da quella di una banca. È arrivato anche il capitalismo, a volte in forme bizzarre: un autolavaggio con ragazze in topless a Tallinn.

Mentre va di casa in casa a intervistare gli abitanti dei villaggi e a prendere appunti, la signora Rausing riflette sulla fragilità della cultura e della memoria. C'è una fragilità anche nella sua situazione personale. Il suo padrone di casa nel villaggio è spesso ubriaco e talvolta minaccioso. Il riscaldamento si rompe nel bel mezzo dell'inverno, la temperatura di notte scende a meno 33ºC. Si sente spesso male, e dopo aver titubato per un anno è tentata di andar via.

Le circostanze sono ben lontane da quelle della famiglia Rausing, una delle più ricche d’europa (lei è la nipote di Ruben Rausing, il fondatore di Tetra-Pak, una società svedese di successo, e ora anche filantropica, con sede a Londra. É inoltre proprietario di Granta, una rivista letteraria e casa editrice).

Le circostanze fin ora descritte, sono in netto contrasto con quelli attuali in Estonia. L'aspettativa di vita è aumentata di circa otto anni rispetto 1994 e i turisti affollano la costa estone.

La signora Rausing ha restituito il suo lavoro al territorio una decina di anni dopo, creando una rete di telecomunicazioni che interessa tutto il paese e un segnale mobile disponibile su tutto il territorio. È un peccato che non sia più tornata recentemente, almeno per vedere fino a che punto i frammenti della cultura sono stati messi di nuovo insieme.

Fonte immagine: www.bartotours.com

 

La riproduzione di questo articolo è autorizzata a condizione che sia citata la fonte:www.resetricerca.org

Autore originale: 
Pubblicato su: 
Data pubblicazione: 
12 Gennaio 2015
Allegato: