Prospettive economiche globali: lasciti, oscurità e incertezze

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Secondo le previsioni, gli Stati Uniti guideranno la ripresa del 2015, insieme ai mercati emergenti

Ipotesi sulle politiche economiche

Si prevede un moderato consolidamento fiscale nelle economie avanzate (Figura 1), con la notevole eccezione del Giappone. Nei mercati emergenti, la politica fiscale dovrebbe rimanere sostanzialmente invariata, anche se non mancano le differenze tra i paesi e tra le regioni. Sul fronte della politica monetaria, l’acquisto di titoli da parte degli Stati Uniti finirà nel quarto trimestre del 2014, con un aumento dei tassi ufficiali nella seconda metà del 2015 (Figura 2). Nella prima metà del 2015 è prevista una normalizzazione della politica monetaria nel Regno Unito. In Giappone e nell’eurozona dovrebbero rimanere in vigore le attuali politiche accomodanti. Nei mercati emergenti, ci si aspetta che i tassi ufficiali di interesse restino stabili fin quando lo sono quelli degli Stati Uniti (Figura 3).

 

Figura 1 Politiche fiscali (in percentuale del PIL se non indicato diversamente)

Il consolidamento fiscale sarà limitato per tutto il 2014 e il 2015, eccezion fatta per il Giappone, dove sarà aumentata l’imposta sui consumi e ridotti gli stimoli. Nelle economie emergenti, le politiche fiscali resteranno pressoché invariate.

Descrizione: Grafico FMI 2.jpg

Fonte: stime del Fondo Monetario Internazionale

Nota: le principali economie avanzate sono Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti.

1 Grecia, Irlanda, Italia, Spagna e Portogallo.

2 I dati successivi al 2000 escludono gli Stati Uniti.

 

Figura 2 Condizioni monetarie nelle economie avanzate

Le condizioni monetarie sono rimaste molto accomodanti nelle economie avanzate. Negli Stati Uniti, la Federal Reserve continua a ridurre l’acquisto di titoli, ma i tassi ufficiali resteranno prossimi allo zero. La Banca Centrale Europea ha recentemente posto in essere una serie di misure al fine di affrontare la bassa inflazione e la frammentazione finanziaria, incluse il quantitative easing mirato e altre misure volte ad aumentare la liquidità.

Fonti: Banca di Spagna; Bloomberg, L.P.; Banca Centrale Europea; Haver Analytics; Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico e calcoli del Fondo Monetario internazionale.

1 Le previsioni si basano sui tassi delle futures sui fondi federali della Federal Reserve per gli Stati Uniti, sul tasso overnight interbancario medio della sterlina per il Regno Unito e il tasso interbancario forward per l’area euro, aggiornati al 22 settembre 2014.

2 I dati sul flusso di fondi si riferiscono all’area euro, alla Spagna e agli Stati Uniti. Per le cartolarizzazioni, sono stati usati i prestiti delle banche italiane ai residenti in Italia.

3 Ricavati dal patrimonio netto annuo in percentuale del reddito disponibile.

4 I dati sull’area euro includono anche i datori di lavoro e il lavoratori autonomi.

5 I paesi avanzati con previsione al rialzo sono quelli con un indice di vulnerabilità immobiliare residenziale sopra la media per le economie avanzate: Australia, Austria, Belgio, Canada, Estonia, Francia, Hong Kong, Israele, Nuova Zelanda, Norvegia, Portogallo, Svezia, Regno Unito.

6 I dati riguardano il 19 settembre 2014, eccetto per la BCE (12 settembre 2014). Le elaborazioni della BCE sono basate sul rendiconto consolidato settimanale dell’Eurosistema.

 

 

Figura 3. Politica monetaria e creditizia nelle economie emergenti

Le condizioni monetarie si sono inasprite in molte economie emergenti. Le banche centrali hanno risposto alle condizioni finanziarie esterne più rigide aumentando i tassi ufficiali. Ciononostante, i tassi ufficiali reali restano negativi o comunque a livelli più bassi rispetto a quelli precedenti alla crisi in molte economie emergenti. Il credito bancario cresce a rilento, anche se in alcuni paesi i tassi di interesse restano a due cifre. La leva finanziaria dell’intera economia, misurata dal rapporto tra credito bancario e PIL, continua quindi a crescere.

Fonti: Haver Analytics; Fondo Monetario Internazionale, Statistiche Finanziarie Internazionali (IFS) e calcoli del Fondo Monetario Internazionale.

Nota: Le etichette nei grafici utilizzano i codici dell’Organizzazione Internazionale per le Standardizzazioni.

1 I crediti presi dal database dell’IFS riguardano tutte le voci delle imprese del settore privato. Per il Brasile sono utilizzati i dati dalla Banca Centrale del Brasile.

 

Altre ipotesi

Le condizioni finanziarie globali resteranno favorevoli, con qualche graduale peggioramento che si rifletterà, tra le altre cose, nella crescita dei rendimenti dei Buoni del Tesoro degli Stati Uniti a dieci anni in corrispondenza dell’abbandono della politica da parte degli Stati Uniti dei tassi nulli. Si prevede un processo di normalizzazione della politica monetaria senza particolari intoppi negli Stati Uniti e nel Regno Unito, senza grandi e prolungati aumenti della volatilità dei mercati finanziari e movimenti bruschi dei tassi di interesse a lungo termine. I prezzi delle commodities faciliteranno, seppur moderatamente, una ripresa che ancora fa fatica a decollare e la creazione di nuova offerta (per esempio, estrazioni petrolifere innovative negli Stati Uniti). Le tensioni geopolitiche e i contrasti interni si attenueranno tra il 2015 e il 2016, grazie alla ripresa di gran parte delle economie più deboli.

Prospettive globali

La crescita globale, calcolata utilizzando i nuovi dati del 2011 dell’International Comparison Program sulle parità di poteri di acquisto, si prospetta al rialzo, con una crescita intorno al 3,7 percento nel secondo semestre del 2014 e leggermente superiore nel 2015, circa l’un percento in più rispetto alla prima metà del 2014. L’incremento della crescita riguarderà sia le economie avanzate, Stati Uniti in testa, che i mercati emergenti. La crescita in gran parte dei mercati emergenti e dei paesi in via di sviluppo subirà delle battute d’arresto temporanee causate dalla domanda interna e dalla produzione (senza contare le tensioni geopolitiche e i disordini interni), le politiche di supporto alla domanda, e la graduale risoluzione degli impedimenti strutturali alla crescita, così come il rafforzamento della domanda estera da parte delle economie avanzate.

Revisioni delle previsioni di crescita

Le prospettive per il 2014 si sono rivelate più deboli rispetto a quanto previsto nel mese di luglio, con una revisione al rialzo per gli Stati Uniti (Figura 4) compensata da alcune revisioni a ribasso dei mercati emergenti, in particolare per l’America Latina e per il Medio Oriente, così come per l’area euro e per il Giappone. Rispetto alle previsioni di aprile 2014, la crescita è stata corretta al ribasso di circa 0,4 punti percentuali, soprattutto a causa di una prima metà dell’anno più debole del previsto, e leggermente al ribasso per l’anno 2015.

 

Figura 4 Previsioni di crescita del PIL (variazione percentuale per trimestre annualizzato)

La crescita globale si prospetta al rialzo a un tasso annuo di circa 3,7 percento nel secondo trimestre del 2014 e nel 2015. La ripresa più forte sarà negli Stati Uniti, mentre l’eredità della crisi rallenterà la crescita dell’area euro e la crescita del Giappone sarà modesta. La crescita sarà sostenuta anche nella maggior parte dei paesi in via di sviluppo e dei mercati emergenti, con temporanee battute d’arresto della domanda interna e della produzione (e a tensioni geopolitiche); sostegno politico alla domanda; graduale eliminazione degli ostacoli temporanei alla crescita; rafforzamento della domanda esterna nelle economie avanzate.

Fonte: stime del Fondo Monetario Internazionale

Le prospettive per le economie avanzate

La crescita dovrebbe rafforzarsi negli anni 2014 e 2015 nella maggior parte delle economie avanzate, ma il ritmo della ripresa sarà molto variabile da una regione all’altra. La parte del leone la faranno gli Stati Uniti, mentre l’eredità della crisi rallenta la crescita dell’area euro e la crescita del Giappone resta modesta. Altrove, la crescita, incluse le economie avanzate asiatiche, il Canada e il Regno Unito, sarà solida.

  • Negli Stati Uniti, le condizioni velocizzano fortemente la ripresa, con una politica monetaria accomodante, condizioni finanziarie favorevoli, un ridottissimo drenaggio fiscale (con una variazione del saldo strutturale primario del circa 1,25 percento negli anni 2014 e 2015, rispetto al 1,5 percento del 2013), i bilanci delle famiglie rafforzati e un mercato immobiliare sano. Di conseguenza, le previsioni di crescita sono del 3 percento circa per il resto del 2014 e il 2015. Si prevede, inoltre, la fine, da parte della Federal Reserve, dell’acquisto dei titolo a ottobre 2014, con un decollo dei tassi ufficiali di sconto dallo zero a metà 2015. La crescita dell’occupazione sarà notevole, ma la crescita del tasso di partecipazione al mercato del lavoro rallenta il calo del tasso di disoccupazione. L’eredità del primo trimestre del 2014 molto debole implica una revisione al ribasso dello 0,6 percento nelle previsioni di crescita del 2014 del mese di aprile, mentre le previsioni per il 2015 restano pressoché invariate.
  • Nell’area euro, è attesa una graduale ripresa, aiutata dalla riduzione del drenaggio fiscale, una politica monetaria accomodante e condizioni creditizie migliori, con una forte riduzione dello spread nelle economie in difficoltà e con un record al ribasso tassi di interesse a lungo termine nelle economie principali. La crescita si prospetta in media tra lo 0,8 percento del 2014 e l’1,3 percento del 2015, più basse rispetto alle previsioni di aprile. Le prospettive all’interno dell’unione non sono uniformi, non solo tra i paesi più colpiti dalla crisi e gli altri, ma anche al loro interno. Tra le prime, la Spagna è in forte recupero, incentivata dalla domanda estera e dalla ripresa della domanda interna che riflette le migliorate condizioni finanziarie e la ripresa della fiducia. La crescita si prospetta tra l’1,3 e l’1,7 percento nel 2014 e nel 2015 rispettivamente, rivista al rialzo di circa l’un percento rispetto alle previsioni di aprile. Al contrario, l’economia italiana, ha subito una contrazione nella prima metà del 2014, e su base annua non è attesa una variazione positiva prima del 2015. Tra le economie principali, le prospettiva di crescita della Germania è rivista al ribasso rispetto alle previsioni di aprile, principalmente a causa di una domanda interna molto debole. La crescita in Francia è stata in fase di stallo nella prima metà del 2014 e le previsioni sono riviste al ribasso.
  • In Giappone, l'andamento della crescita della prima metà del 2014 è influenzato dall'aumento delle imposte sui consumi di aprile, con una depressione primo trimestre e una ripresa nel secondo. Alla luce di una contrazione maggiore del previsto nel secondo trimestre, la crescita del PIL prevista è dello 0,9 percento, 0,5 punti percentuali in meno rispetto alle previsioni di aprile. Con gli investimenti in via di recupero, la crescita si prospetta piuttosto stabile nel 2015, nonostante le politiche di aggiustamento fiscale previste.
  • In gran parte delle economie avanzate, incluse Canada, Norvegia, Svezia e Regno Unito, ci si aspetta una crescita solida. Nel Regno Unito, è previsto un risanamento dei bilanci, guidato sia dai consumi che dagli investimenti delle imprese, grazie al miglioramento delle condizioni del credito, alle condizioni finanziarie favorevoli e al consolidamento dei bilanci delle imprese. Si prevede una crescita media del 3,2 percento nel 2014 e del 2,7 percento nel 2015, circa lo 0,25 percento in più rispetto alle previsioni di aprile. I prezzi delle abitazioni sono cresciuti velocemente, specialmente a Londra, e c'è ottimismo anche nelle altre economie avanzate, incluse Canada, Norvegia, Svezia e Svizzera.

Fonte immaginehttp://trend-forecast.com/

 

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Data pubblicazione: 
12 Gennaio 2015
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