Nebbia in Val padana?

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Non esistono più le mezze stagioni. E questo, con grave preoccupazione per i sarti, lo sappiamo da tempo. Così, malgrado qualche persistente manipolo di “negazionisti” dei quali è coerentemente capofila “Il foglio”, sappiamo che il clima terrestre sta cambiando e il mutamento temuto lascia presagire un futuro sempre più difficile per gli abitanti della Terra.

Per rendersene conto in modo anche visivamente più “impattante” basterebbe sfogliare l’articolo e le sue illustrazioni, del fotografo olandese Kadir van Lohuizen sul numero 1079 dell’ “internazionale” (Un futuro sott’acqua). Van Lohuizen documenta l’innalzamento del livello del mare e le conseguenze ambientali e sociali in otto regioni della Terra.

La “fortuna” per la Terra è che non si tratta solo delle isole Fiji, di Kiribati, della Groenlandia, ma anche di Miami la cui popolazione potrebbe essere costretta all’evacuazione, a causa della sommersione delle zone costiere della città, entro il 2060. È una fortuna perché se pericoli del genere costringeranno anche gli Stati Uniti ad intervenire per invertire la tendenza all’inquinamento atmosferico con gas serra, l’intero pianeta potrà farcela. E non è un caso che Usa e Cina stanno raggiungendo accordi per accomunare l’impegno a ridurre drasticamente queste dannose emissioni.

Intanto non esistono più le mezze stagioni. Non solo, ma un'altra espressione sinonimo di  banalità quali “nebbia in Val padana” pare debba essere ridimensionata almeno del 50%.

Infatti i dati di uno studio condotto dall'Istituto di scienza dell'atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche (Isac-Cnr) di Bologna, pubblicato sulla rivista internazionale “Atmospheric Environment”, confermano che la nebbia in Val Padana è diminuita della metà dai primi anni del ‘900 ad oggi. Ebbene questo risultato positivo secondo i ricercatori del CNR è dovuto all’aumento della temperatura provocato dal riscaldamento climatico. In tal modo si è ridotto anche lo smog che è il risultato di nebbia più sostanze inquinanti.

Insomma, come si dice: non tutti i mali vengono per nuocere. E dopo la soddisfazione espressa da Putin qualche anno fa perché l’aumento delle temperature avrebbe consentito ai Russi di risparmiare sui cappotti, ora gli Italiani potrebbero ringraziare i mutamenti climatici che gli riducono la nebbia.

 

Fonte immagine: www.nytimes.com

 

RESeT editoriale n. 15 del 1 dicembre 2014

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Lunedì, 1 Dicembre, 2014
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