La crisi non ha abbandonato la Grecia

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La Grecia  è ancora coinvolta in una battaglia per ritornare ad un’economia sostenibile e ad una stabilità politica in uno scenario che appare critico.

GRECIA - Se si conoscono gli accadimenti degli ultimi sei anni, una visita in Grecia in questi giorni può essere ingannevole. Camminando nei vicoli stretti del centro storico di Atene, quello che ho osservato è stata una città piena di vita con persone che non mostrano alcun segno di crisi economica. Ho avuto la stessa sensazione di normalità quando mi sono recato a Nord-Est, nelle regioni del paese essenzialmente rurali.

Ma sotto la superficie, sono nascoste molta rabbia, sofferenza e sfiducia. La recessione ha causato una grande depressione nella psiche nazionale, spingendo il panorama politico su ideologie estreme.

L’effetto a catena di questa situazione è stato che Alba Dorata, un partito neonazista, è stato sul punto di diventare più grande del partito socialdemocratico tedesco. Infatti, le elezioni del parlamento europeo del 25 maggio ci hanno mostrato che: il 12,1% dei greci ha votato per partiti di estrema destra mentre il 9,2% ha sostenuto i socialdemocratici. “Se gli sviluppi sociali non ci preoccupano, certamente lo dovrebbero quelli politici”, ha affermato Nick Malkoutzis, vice direttore dell’edizione inglese del quotidiano greco Kathimerini.

Ascoltando quest’ultimo in un dibattito giornalistico organizzato dalla fondazione Friedrich Erbert, emerge un’immagine della Grecia ancora coinvolta in una battaglia per ritornare ad un’economia sostenibile e ad una stabilità politica.

Questi sono i punti salenti che ho trovato sorprendenti.

Il caso della Grecia è senza precedenti. Mai prima d’ora in un paese così sviluppato vi è stata una fase recessiva che ha eroso il 22% del PIL. Allo stesso modo, nessun altro paese sviluppato, compresi gli Stati Uniti durante la Grande Depressione, ha registrato sei anni consecutivi senza crescita.

Secondo gli ultimi dati dell’Autorità Statistica Ellenica (ELSTAT), il 34,6% della popolazione è stata considerata a rischio povertà o esclusione sociale nel 2012, la percentuale più alta nell’Unione Europea. Questa percentuale si attestava al 27,7% nel 2010, quando la crisi ebbe inizio.

Il 19,5% dei greci si trova in una grave situazione di povertà. Il reddito disponibile delle famiglie greche è sceso di oltre il 30% dall’inizio della crisi e l’indice dei salari è calato del 25% rispetto al suo picco del 2010. La riduzione del reddito delle famiglie greche  è la maggiore dei 34 paesi dell’OCSE e quattro volte più grande del calo medio dell’Eurozona.

Il 34,8% delle famiglie è indietro nei pagamenti nei confronti dello stato, delle banche, dei fondi di previdenza sociale e pubblica utilità a causa della carenza di denaro. Circa il 20% dei greci ha la sensazione di non potersi permettere il cibo, percentuale superiore a quella di alcune economie emergenti con molto più basso reddito procapite, come Cina e Brasile.

Il 30% delle imprese della regione dell’Attica, che rappresentano circa la metà dell’attività economica greca, ha chiuso. Un quarto dei dipendenti (1,2 milioni di persone)  è pagato con un ritardo che va dai tre ai dodici mesi.

Negli ultimi quattro anni, il numero di disoccupati greci è aumentato di circa il 160%, il tasso di disoccupazione è quadruplicato dal 7,3% del terzo trimestre del 2008 al recente record del 27,8% del primo trimestre del 2014. Ora, circa 3,5 milioni di occupati devono sostenere più di 4,7 milioni di disoccupati e di persone economicamente inattive. Più del 20% degli adulti vive in famiglie in cui nessuno lavora.

Circa un milione di greci, che rappresentano il 71% di quelli senza lavoro, sono disoccupati di lunga durata, il che significa che sono stati senza lavoro per più di dodici mesi. Il numero di greci che potrebbe lavorare ma non cerca un lavoro è più che raddoppiato, da meno di quarantamila nel 2008 a poco meno di centomila nel primo trimestre di quest’anno.

Per il 48,6% delle famiglie, le pensioni sono la principale fonte di reddito. La pensione media in Grecia è poco meno di settecento euro al mese. Si è ridotta di circa il 25% dal 2010 e necessita di essere dimezzata nel corso dei prossimi anni.

Le donazioni e i servizi offerti dai volontari sono diventati di vitale importanza per aiutare i greci che sono stati spinti ai margini della società. La Chiesa di Grecia fornisce pasti per sessantaduemila persone ogni giorno in tutto il paese.

 

Cihan del 30 giugno 2014

 

Fonte immagine: en.wikipedia.org

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Data pubblicazione: 
9 Luglio 2014
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