La classe media americana non è più la più ricca del mondo

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La classe media americana, a lungo la più facoltosa del mondo, ha perso il suo primato e molti americani sono insoddisfatti dell’andamento del paese.

USA – La classe media americana, a lungo la più facoltosa del mondo, ha perso questa caratteristica.

Sebbene le classi più agiate americane siano ancora in condizioni migliori delle loro omologhe nel mondo, un’analisi del New York Times mostra che per le classi più basse, e quella media, i cittadini degli altri paesi avanzati hanno avuto un miglioramento decisamente maggiore negli ultimi decenni.

I redditi al netto delle imposte in Canada, di gran lunga inferiori negli anni 2000, oggi sono più alti di quelli degli Stati Uniti. Un povero in gran parte d’Europa guadagna di più di un povero americano.

I numeri, basati su un’indagine condotta su un lasso temporale di più di trentacinque anni, costituiscono uno dei più dettagliati confronti di tutti i tempi tra differenti gruppi di reddito degli stati. Esso suggerisce che gran parte delle famiglie americane stanno pagando a caro prezzo la crescita della già elevata disuguaglianza dei redditi.

Nonostante la crescita economica degli Stati Uniti continui ad essere solida quanto quella di molti altri paesi, se non anche migliore, solo una piccola percentuale di famiglie americane ne trae beneficio. Il reddito mediano canadese ha raggiunto il reddito mediano statunitense nel 2010 e da allora lo ha più che sorpassato. I redditi mediani dei paesi dell’Europa occidentale sono ancora in linea con quelli americani, ma il divario in molti paesi, come Gran Bretagna, Paesi Bassi e Svezia, si è ridotto notevolmente rispetto al decennio scorso.

Nei paesi europei colpiti più pesantemente dalla crisi finanziaria, come Grecia e Portogallo, i redditi si sono drasticamente ridotti in tempi recenti.

I dati sui redditi sono raccolti dal Luxembourg Income Study (LIS), che cura anche la banca dati sui redditi del Lussemburgo. I dati sono stati analizzati dai ricercatori del LIS e da The Upshot, un sito del New York Times che si occupa di politica e di politiche, e valutati da docenti di economia esterni.

Le difficoltà delle classi più povere degli Stati Uniti sono anche maggiori di quelle della classe media. Una famiglia al ventesimo percentile della distribuzione dei redditi in questo paese produce, in modo statisticamente significativo, meno di una famiglia simile del Canada, della Svezia, della Norvegia o dei Paesi Bassi. Trentacinque anni fa era vero il contrario.

LIS calcola il reddito disponibile al netto delle imposte, gli interessi attivi e i dividendi azionari così come i benefici fiscali e i crediti di imposta.

I risultati colpiscono perché gran parte delle statistiche economiche, come il prodotto interno lordo pro capite, continuano a suggerire che gli Stati Uniti hanno mantenuto la loro posizione di commando tra i paesi più ricchi del mondo. Ma questi numeri sono delle medie, che non catturano la distribuzione dei redditi. Con una grossa quota di incremento dei redditi che si è spostata verso una piccola fetta di famiglie più agiate, gran parte degli americani non tiene il passo con i rispettivi omologhi del resto del mondo.

L’idea che l’americano medio abbia un reddito maggiore rispetto alle classi medie del resto del mondo non è più vera al giorno d’oggi”, ha dichiarato Lawrence Katz, un economista di Harvard che non collabora con LIS. “Nel 1960 eravamo enormemente più ricchi di chiunque altro. Nel 1980 eravamo più ricchi. Negli anni Novanta restavamo più ricchi”.

Non è più così, ha aggiunto il professor Katz.

Il reddito mediano pro capite degli Stati Uniti è stato di 18.700 dollari nel 2010 (ricavato da un reddito al netto delle imposte di circa 75.000 dollari di una famiglia di quattro persone), maggiore del venti percento rispetto al 1980 ma rimasto pressoché invariato rispetto agli anni 2000, al netto dell’inflazione. La stessa misura è cresciuta del venti percento circa in Gran Bretagna tra il 2000 e il 2010 e del quattordici percento nei Paesi Bassi. Il reddito mediano è cresciuto del venti percento anche in Canada tra il 2000 e il 2010, raggiungendo i 18.700 dollari.

I dati più recenti del LIS sono del 2010. Ma ci sono altre rilevazioni sui redditi, condotte dalle agenzie governative, che suggeriscono che dal 2010 gli stipendi del Canada sono cresciuti più velocemente rispetto agli Stati Uniti, superandoli. Gli stipendi di molti paesi europei sono anch’essi cresciuti più rapidamente dal 2010 rispetto agli Stati Uniti.

Sono tre i fattori principali che hanno guidato la debole performance dei redditi degli Stati Uniti. In primo luogo, il livello di istruzione degli Stati Uniti è aumentato molto più lentamente rispetto alla gran parte dei paesi industrializzati negli ultimi tre decenni, rendendo più difficile per l’economia americana il mantenimento della quota di lavoratori altamente qualificati e ben pagati.

Gli americani tra i 55 e i 65 anni hanno un livello di alfabetizzazione, di competenze matematiche e tecnologiche superiore alla media dei coetanei del resto del mondo industrializzato, secondo un recente studio dell’OCSE. Gli americani più giovani, invece, non tengono il passo: quelli tra i 16 e i 24 anni si trovano in fondo alla classifica dei paesi ricchi, molto più indietro rispetto ai coetanei del Canada, dell’Australia, del Giappone e della Scandinavia e vicini a quelli dell’Italia e della Spagna.

Un secondo fattore è che le imprese degli Stati Uniti distribuiscono una quota minore di benefici aziendali alle classi medie e povere rispetto ad imprese simili operanti altrove. I dirigenti ricevono un compenso maggiore negli Stati Uniti che negli altri paesi ricchi. Il salario minimo è inferiore. I sindacati sono deboli.

E poiché i benefici aziendali dell’intera economia degli Stati Uniti sono aumentati in misura inferiore rispetto alle economie del Canada o dell’Europa occidentale, gran parte degli americani hanno ricevuto un aumento di stipendio misero.

Infine, i governi del Canada e dell’Europa occidentale hanno adottato misure più efficaci per aumentare gli stipendi delle famiglie delle classi medie e basse, attraverso una redistribuzione del reddito.

Janet Gornick, direttore del LIS, ha notato che i cosiddetti redditi di mercato, ovvero quelli al netto delle imposte e dei benefici statali, “sono elevati, ma non eccezionali, negli Stati Uniti”. Eppure le classi ricche americane pagano imposte inferiori rispetto alle classi corrispondenti degli altri paesi e gli Stati Uniti non redistribuiscono i redditi alle classi meno abbiente quanto fanno gli altri paesi. Di conseguenza, la disuguaglianza dei redditi disponibili è maggiore negli Stati Uniti che altrove.

Indipendentemente dalle cause, la stagnazione dei redditi ha reso gli americani insoddisfatti del loro paese. Secondo i sondaggi, solo il trenta percento circa delle persone crede che il paese stia andando nella direzione giusta.

La situazione non migliora”, ha detto Kathy Washburn, una donna di 59 anni che vive a Mount Vernon, nello Iowa, e che guadagna 33.000 dollari presso un negozio di Ace Hardware, dove lavora da ventitré anni. “Ci sono troppi redditi bassi e alti e non abbastanza redditi medi. Bisognerebbe cominciare da un livello medio di reddito per poi farsi strada”.

Le famiglie di classe media degli altri paesi non sono, ovviamente, senza preoccupazioni, alcune comuni a tutto il mondo e alcune specifiche del luogo. In molte parti di Europa, come negli Stati Uniti, i genitori di giovani figli si preoccupano di come pagare loro gli studi e molti credono che la generazione precedente abbia avuto un tenore di vita migliore del loro. In Canada, le persone si lamentano dell’aumento del costo della vita, dagli studi alle bollette del telefono o di internet. La disoccupazione preoccupa un po’ dappertutto.

Ma i sondaggi e le interviste suggeriscono che l’opinione pubblica in Canada e nord Europa sia meno pessimista rispetto agli Stati Uniti oggi.

La crisi non ha avuto effetti sulle nostre vite”, sostiene Jonas Frojelin, un pompiere svedese di 37 anni, riferendosi alla crisi globale iniziata nel 2007. Egli vive con sua moglie, Malin, un’infermiera, in una località di mare a mezz’ora di auto da Gotemburgo, la seconda città più grande della Svezia.

Entrambi hanno diritto a cinque settimane di vacanza e alla copertura totale delle spese sanitarie. Hanno beneficiato entrambi di un congedo retribuito, alternandosi, in seguito alla nascita dei loro bambini, oggi di tre e di sei anni. Oggi, i bambini frequentano un centro per l’infanzia sovvenzionato, che costa circa il tre percento del reddito della famiglia Frojelin.

Nonostante il suo enorme stato sociale, il PIL pro capite della Svezia è cresciuto più velocemente che negli Stati Uniti qualsiasi periodo si faccia riferimento, un decennio, vent’anni o trent’anni. Il forte aumento del numero dei laureati Svezia, con conseguente crescita dei posti di lavoro altamente qualificati, è stato cruciale.

3.jpgAltrove in Europa, la crescita economica è stata più lenta negli ultimi anni rispetto agli Stati Uniti, dato che il continente ha molto sofferto per uscire dalla crisi finanziaria. Ma i redditi di molte famiglie svedesi e di molti altri paesi del nord Europa sono ancora superiori a quelli degli Stati Uniti, dove i frutti della crescita economia sono stati per la maggior parte ad appannaggio delle imprese e dei redditi più elevati.

Ci si aspetta che il LIS raccoglierà dati successivi al 2010 che confermino questa tendenza.

Non sembrano esserci altre pubblicazioni utili a confrontare i dati che il LIS ha messo a disposizione. Ma ci sono altre due fonti che arrivano a conclusioni simili.

Un’indagine di Gallup condotta tra il 2006 e il 2012 ha mostrato che gli Stati Uniti e il Canada avevano pressoché lo stesso reddito mediano (e che quello della Scandinavia era superiore). E i documenti fiscali raccolti da Thomas Piketty e altri economisti suggeriscono che i redditi medi degli Stati Uniti non sono più al novantesimo percentile della distribuzione.

Un grande paese europeo i cui redditi sono ristagnanti da quindici anni è la Germania, secondo i dati del LIS. Le politiche attuate in Germania hanno portato ad una riduzione dei costi delle esportazioni, incluso il rallentamento della crescita dei salari.

Anche in Germania, tuttavia, i poveri stanno meglio che negli Stati Uniti, in cui i redditi al quarantesimo percentile della distribuzione si sono ridotti tra il 2000 e il 2010. Lo stesso vale per i redditi al trentesimo, decimo e quinto percentile.

Più in generale, la povertà degli Stati Uniti ha guidato quelle di alcuni paesi a partire dai primi anni Ottanta. Con una lenta crescita a partire da quel momento, i poveri americani sono più poveri rispetto a quelli di molti paesi ricchi. Chi era al ventesimo percentile, ovvero chi aveva un reddito inferiore ai quattro quinti della popolazione, nei Paesi Bassi e nel Canada aveva nel 2010 un reddito superiore del quindici percento rispetto a chi lo era negli Stati Uniti.

Al contrario, gli americani al novantacinquesimo percentile della distribuzione, con un reddito di 58.600 pro capite al netto delle imposte, escludendo i redditi da capitale, guadagnano ancora il venti percento in più rispetto agli omologhi del Canada, il ventisei percento in più di quelli della Gran Bretagna e il cinquanta percento in più di quelli dei Paesi Bassi. È grazie a queste famiglie benestanti che gli Stati Uniti sono ancora facilmente considerabili la grande economia più prosperosa del mondo.

 

Fonte immagine: http://www.eurocamp.ie/

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Data pubblicazione: 
22 Aprile 2014
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