L’economia dell’Eurozona rallenta mentre la BCE si riunisce

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L’economia dell’Eurozona ha rallentato leggermente nel mese di marzo, in base ai risultati di indagini comunicati giovedì mentre i membri del Consiglio Direttivo della Banca Centrale Europea si sono riuniti per impostare la politica monetaria.

EUROZONA - L’economia dell’Eurozona ha rallentato leggermente nel mese di marzo, in base ai risultati di indagine comunicati giovedì, mentre i membri del Consiglio Direttivo della Banca Centrale Europea si sono riuniti per impostare la politica monetaria.

Le indagini hanno anche rilevato che la crescita è diventata più equilibrata, con il raffreddamento della Germania mentre la stessa crescita in Francia, Spagna e Irlanda è aumentata. Ma ci sono stati segnali che il periodo di bassa inflazione dell'Eurozona sia destinato a continuare, con le imprese che riportano una riduzione dei loro prezzi per il ventiquattresimo mese consecutivo.

In un comunicato specifico, l’agenzia statistica dell’Unione Europea ha dichiarato che le vendite al dettaglio nei 18 Paesi che utilizzano l’Euro sono aumentate per il secondo mese consecutivo a febbraio. Il segnale è che i consumi potrebbero finalmente essere in aumento dopo un lungo periodo di debolezza.

L’Eurozona ha fatto leva sulle esportazioni per guidare la sua modesta ripresa a partire dal secondo trimestre del 2013, e ci si preoccupa che le stesse potrebbero sostenere di meno la crescita nei prossimi mesi a causa del fatto che le economie di alcuni grandi paesi in via di sviluppo stiano rallentando.

La società di ricerche Markit ha dichiarato che il Purchasing Managers Index (indice PMI composito) - un indice degli acquisti dei manager nel settore manifatturiero e dei servizi - è calato dal 53.3 di febbraio al 53.1 di marzo. La rilevazione di marzo è stata ridotta rispetto ad una prima stima di 53.2. Un valore sopra i 50.0 dell’indice PMI sta ad indicare una crescita dell’attività economica.

Il fatto che la crescita sia divenuta meno dipendente dalla Germania, e che la produzione francese sia cresciuta al ritmo più veloce degli ultimi 31 mesi, darà un certo incoraggiamento ai membri del Consiglio Direttivo. Le indagini suggeriscono anche che le imprese hanno smesso di tagliare posti di lavoro, e che un modesto miglioramento del mercato del lavoro è all’orizzonte.

Tuttavia, il calo del tasso d’inflazione di marzo al suo livello più basso dal novembre 2009 ha messo pressione sul Consiglio Direttivo della Banca Centrale Europea per intervenire al fine di sostenere la crescita.

“Un maggiore monetary easing, anche attraverso misure non convenzionali” sono necessarie da parte della BCE per combattere la minaccia di bassa inflazione, ha detto mercoledì il Direttore Operativo del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde.

I dati rilasciati lunedì hanno mostrato che il tasso annuale d’inflazione dell’Eurozona è sceso dallo 0.7% di febbraio allo 0.5% di marzo, ben al di sotto dell’obiettivo della BCE, appena inferiore al 2%.

Ma non è affatto certo che i responsabili della politica monetaria della BCE forniranno un ulteriore stimolo alla loro riunione. Molti economisti affermano che con le indagini che indicano che la ripresa economica dell’Eurozona stia aumentando notevolmente, i policy makers siano propensi a credere che il tasso d’inflazione sarà gradualmente spinto in alto nei prossimi anni.

Markit ha affermato che l’indice PMI composito per i primi tre mesi dell’anno ha mostrato una crescita trimestrale dello 0.5%, un rialzo rispetto allo 0.3% registrato nell’ultimo trimestre del 2013.

“La ripresa della regione in termini di crescita economica risulta in linea con le aspettative dei policy makers, ma le preoccupazioni ci saranno con i dati relativi ai prezzi”, ha affermato Chris Williamson, capo economista di Markit. “L’indebolimento degli indici dei prezzi alimenterà le paure che lo forze deflazionistiche si stiano aggravando tra una domanda debole e disoccupazione quasi a livelli record”.

Eurostat ha dichiarato che i volumi di vendite al dettaglio sono aumentati dello 0.4% rispetto a gennaio, e dello 0.8% rispetto a febbraio 2013. Un risultato migliore di quanto previsto, con previsioni unanimi di 12 economisti interpellati dal Wall Street Journal la scorsa settimana che propendevano per un declino dello 0.7% nel mese.

Gli economisti avevano previsto una ricaduta dopo un gennaio molto forte. Ma Eurostat ha tagliato le sue stime relative alla crescita delle vendite nel primo mese dell’anno, ed ora ha calcolato che i volumi sono cresciuti dell’ 1.0%, dopo aver in precedenza stimato un aumento dell’ 1.6%.

 

Fonte immagine: economia.panaroama.it

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Data pubblicazione: 
3 Aprile 2014
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