Imposte, spesa pubblica e disuguaglianza: cosa fare?

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Le cause e le conseguenze della crescente disuguaglianza hanno dato vita ad un acceso dibattito sulle politiche appropriate. Ecco come i governi hanno usato con successo le politiche fiscali a fini distributivi.

WASHINGTON – Le cause e le conseguenze della crescente disuguaglianza hanno attirato notevoli attenzioni, tra cui il recente studio di Thomas Piketty (2014). Ciò ha anche scatenato un acceso dibattito sulle politiche appropriate in risposta alla crescente disuguaglianza nel reddito e nella ricchezza (Mankiw 2013, Berg, Ostry, e Tsangarides 2014). Ma questa è solo una delle innumerevoli sfide che i ministeri delle finanze devono affrontare, senza dimenticare l’incidenza del debito pubblico e la crescita economica. Cosa deve fare, quindi, un ministro? Nell’articolo, si fa luce su questo problema esaminando come i governi hanno utilizzato con successo le politiche fiscali a fini redistributivi, anche nei periodi di risanamento di bilancio. Si esaminano anche le diverse politiche che i governi possono adottare per ridurre le disuguaglianze senza sacrificare l’efficienza economica. Questi strumenti sono in grado di ridurre la disuguaglianza in modo credibile senza effetti paralizzanti per la crescita economica.

La politica fiscale è riuscita a contrastare la disuguaglianza nei redditi?

Nel complesso, c’è una forte variabilità degli effetti delle politiche redistributive, che riflette i diversi punti di vista sull’appropriato ruolo dello stato. In media, i trasferimenti sociali e le imposte dirette riducono di un terzo la disuguaglianza nelle economie avanzate, come suggerito dalla riduzione del coefficiente di Gini (Figura 1). Gran parte dei trasferimenti avvengono sottoforma di pensioni e di assegni familiari. Dal lato fiscale, le imposte sul reddito delle persone fisiche sono la fonte principale. Questa analisi non considera i trasferimenti in natura, come l’istruzione e la salute, che riducono ulteriormente la disuguaglianza. In più, non coglie l’impatto delle politiche fiscali sui redditi di mercato e sui salari, difficili da determinare nella pratica a causa dell’insufficienza di dati sui comportamenti relativi all’imposizione e ai trasferimenti.

Figura 1. L’impatto redistributivo delle politiche fiscali nelle economie avanzate, metà degli anni 2000

Fonti: Paulus et al. (2009); ad eccezione di Australia, Canada, Repubblica Ceca, Corea, Norvegia, Israele, Taiwan e USA, i cui dati sono di Caminada et al. (2012)

Nota: L’impatto della disuguaglianza del reddito disponibile non include l’effetto redistributivo delle imposte indirette e dei trasferimenti in natura.

Come è cambiata la funzione redistributiva dello stato nel corso degli anni? Dalla metà degli anni Ottanta alla metà degli anni Novanta, la politica fiscale è stata in grado di controbilanciare buona parte dell’aumento dei redditi di mercato (i redditi al lordo delle imposte dirette e dei trasferimenti). A partire dalla metà degli anni Novanta, invece, la politica fiscale non è più stata in grado di limitare la crescita della disuguaglianza, a causa di prestazioni sociali meno generose e di una riduzione delle aliquote a carico dei contribuenti con i redditi più alti (OCSE 2011).

Figura 2. Effetti redistributivi, 1985–2005

Fonte: Caminada et al. (2012)

Nonostante la necessità delle politiche di bilancio, c’è tutto lo spazio per affrontare la questione redistributiva, scegliendo una combinazione di politiche fiscali progressive. Per affermarlo, abbiamo studiato le vicende di risanamento di ventisette economie avanzate ed emergenti europee dal 2007 al 2012, attraverso i dati forniti da Euromod sui redditi di mercato e da Eurostat sui redditi disponibili. In circa la metà dei paesi analizzati, la disuguaglianza dei redditi di mercato, ovvero la disuguaglianza al lordo delle imposte e dei trasferimenti, è cresciuta nel periodo di risanamento di bilancio (Figura 3). In molti casi, le politiche redistributive hanno sortito degli effetti. In almeno due terzi dei paesi, le misure hanno portato ad una diminuzione della disuguaglianza (indicato dalla riduzione del coefficiente di Gini del reddito disponibile) o controbilanciato almeno parzialmente la crescita della disuguaglianza dei redditi di mercato. Ciò è il risultato di misure progressive, come tagli salariali al settore pubblico più severi per i vertici rispetto alla base, riduzioni dei benefici per le persone che percepiscono pensioni più alte o aumenti delle imposte sul reddito.

Figura 3. Effetti redistributivi delle politiche fiscali, anni 2007–12 (variazione del coefficiente di Gini per il reddito di mercato e quello disponibile)

Fonti: Euromod v G1.0+, Eurostat e elaborazione degli autori

Nota: Un aumento del coefficiente di Gini indica un aumento della disuguaglianza. Il coefficiente di Gini dei redditi di mercato è stimato da Euromod usando i dati dell’indagine sui redditi al netto delle imposte condotta da Eurostat e simulando i dati delle imposte, usando il modello di microsimulazione di Euromod.

* Indica che i dati del reddito disponibile si riferiscono al periodo 2007–11.

E la ricchezza?

La ricchezza è distribuita in misura ancora meno equa del reddito (Figura 4). Inoltre, la disuguaglianza è cresciuta nel tempo, in seguito a deliberate scelte politiche. Durante gli scorsi decenni, le entrate tributarie non hanno tenuto il passo con la crescita della ricchezza e, di conseguenza, l’effettiva imposizione sulla ricchezza si è ridotta da una media dello 0,9% del 1970 allo 0,5% di oggi. L’imposta patrimoniale, un’imposta efficiente e egualitaria, è sottoutilizzata in molti paesi, e rende in media solo l’1% del PIL nelle economie avanzate.

Figura 4. Coefficiente di Gini della distribuzione del reddito e della ricchezza per i primi anni del 2000

Fonti: Davies et al. (2008), OCSE, Luxembourg Income Study, Socio-Economic Database for Latin America and the Caribbean (SEDLAC); Banca Mondiale; Eurostat

Implicazioni di una distribuzione efficiente

Vi è una vasta gamma di politiche redistributive che possono aiutare i paesi a raggiungere i loro obiettivi di equità. Come discusso precedentemente, queste politiche possono aiutare o danneggiare la crescita economica, che costituisce una priorità per molti paesi. Ciò dipende da come sono disegnate le politiche. In molti casi, è stato possibile porre in essere politiche adeguate che hanno minimizzato gli inconvenienti. Tali politiche includono l’aumento delle imposte patrimoniali, la riduzione delle detrazioni per le classi di reddito più alte, programmi di investimento in capitale umano per le classi di reddito più basse e una riforma delle politiche sociali per aumentare gli incentivi sul lavoro. Le sovvenzioni energetiche, che aumentano la disuguaglianza e rallentano la crescita, dovrebbero essere sostituite con strumenti mirati e più efficaci (Clements, Fabrizio e Parry 2013). In sintesi, i decisori politici hanno ampio spazio di manovra per ridurre la disuguaglianza.

Riferimenti

Berg, A, J D Ostry, and C Tsangarides (2014), “Redistribution, Inequality, and Sustainable Growth: Reconsidering the Evidence”, VoxEU.org, 6 March.

Clements, B, S Fabrizio, and I Parry (2013), “Now More than Ever: Reforming Energy Subsidies Throughout the World”, VoxEU.org, 27 April.

Caminada, K, K Goudswaard, and C Wang (2012), “Disentangling Income Inequality and the Redistributive Effect of Taxes and Transfers in 20 LIS Countries Over Time”, Luxembourg Income Study Working Paper 581.

Davies, J B, S Sandstrom, A Shorrocks, and E N Wolff (2008), “The World Distribution of Household Wealth”, UNU-WIDER Discussion Paper 2008/03, United Nations University, Helsinki.

International Monetary Fund (2014), “Fiscal Policy and Income Inequality”, Policy Paper. 23 January.

Mankiw, G, “Defending the One Percent”, Journal of Economic Perspectives, 27(3): 21–34.

Organisation for Economic Co-operation and Development (OECD) (2011), Divided We Stand: Why Inequality Keeps Rising.

Paulus, A, M Čok, F Figari, P Hegedüs, N Kump, O Lelkes, H Levy, C Lietz, S Lüpsik, D Mantovani, L Morawski, H Sutherland, P Szivos, and A Võrk (2009), “The Effects of Taxes and Benefits on Income Distribution in the Enlarged EU,” EUROMOD Working Paper EM8/09, University of Essex.

Piketty, T (2014), Capital in the Twenty First Century, Cambridge, MA: Harvard University Press.

 

 

Fonte immagine: elitedaily.com

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Pubblicato su: 
Data pubblicazione: 
15 Aprile 2014
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