Il rapporto inversamente proporzionale tra Creatività e Connessione

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E’ stato provato che la connessione promuove l'esplorazione nell’insieme delle informazioni ma diminuisce l'esplorazione nell’insieme delle soluzioni

Vivere una vita “connessa” oggi è diventato sempre più inevitabile oltre che indispensabile.

Basta camminare lungo i marciapiedi di una strada di città e la scena che ci si presenta davanti è quella di una moltitudine di persone che con i loro smartphone tra le mani controllano in tempo reale gli sms e le mail che ricevono, i tweet degli amici, le notizie del giorno, le previsioni meteorologiche. Insomma qualsiasi cosa possibile. Sono così incollati ai loro schermi che finiscono per scontrarsi mentre camminano e creare veri e propri ingorghi pedonali.

È difficile capire quali siano i reali vantaggi e svantaggi di una vita sempre “connessa”. Un recente studio, pubblicato su Social Science Research Network, dal titolo " Facts and Figuring ", getta luce su tale questione.

La ricerca è stata condotta grazie all’utilizzo di un programma del Pentagono in grado di stimare gli effetti sia della collaborazione nel reperire le informazioni sia della condivisione delle stesse. Tutto è stato impostato su di un gioco on-line, in cui i soggetti seduti al computer erano impegnati a ricercare indizi e soluzioni necessarie a capire come, quando e dove si sarebbe verificato un ipotetico attacco terroristico.

I 417 soggetti scelti per la ricerca, selezionati tra gli studenti appartenenti alla Harvard Decision Science Laboratory and Harvard Business School’s Computer Laboratory, hanno effettuato oltre 1.100 rounds ognuno di 25 minuti. Si potevano condividere indizi e soluzioni.

 Lo studio è stato progettato per misurare i risultati derivanti dalle diverse strutture di rete: reti di comunicazione densamente interconnesse e reti non interconnesse.

La capacità di problem solving, scrivono i ricercatori, “comporta sia la ricerca di informazioni sia la ricerca di soluzioni. E’ stato provato che la connessione promuove l'esplorazione nell’insieme delle informazioni ma diminuisce l'esplorazione nell’insieme delle soluzioni”.

Nell’individuazione  di fatti e di indizi la connessione è stata d’aiutato, poiché i membri delle reti di comunicazione fortemente interconnesse hanno efficacemente diviso il lavoro, eliminando rapidamente le informazioni ridondanti e aumentando così l’efficienza del gruppo del 5%. Ma il numero di teorie o soluzioni uniche è stato del 17,5 % più elevato nei soggetti non collegati. La connessione ha ridotto la diversità di idee.

“La ricerca”, ha detto Jesse Shore, co-autore e  professore presso la Boston University School of Management, “contribuisce a capire che l’essere continuamente collegato ha dei costi”.

Ovviamente tale studio presenta anche la convenienza che deriva dall’essere connessi; “la ricerca di informazioni, infatti, è il primo fondamentale passo nel processo decisionale e ciò risulta più semplice se vi è condivisione”, ha detto Ethan Bernstein, professore presso la Harvard Business School.

“Gli aspetti positivi e non derivanti dall’essere sempre connessi”, ha aggiunto il dottor Bernstein, “variano a seconda del contesto”. "Dipende se l'attività è la condivisione delle informazioni o l'interpretazione dell’informazione”.

La ricerca è stata solo un esperimento di laboratorio e non può dare una soluzione al grande tema riguardante l’equilibrio tra connessione e l'isolamento nell'era digitale.

"La connessione facilita il processo di ricerca e di scoperta," ha detto David Lazer, professore di scienze politiche e scienze informatiche presso la Northeastern University. "Allora, è necessario l’isolamento per generare pensieri creativi".

 

Fonte immagine: gabrielcatalano.com

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Data pubblicazione: 
16 Luglio 2014