Dichiarazione conclusiva della missione del Fondo Monetario Internazionale nell’Eurozona (Giugno 2014)

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Sono necessari sforzi politici concordati per sostenere la ripresa.

La dichiarazione descrive le risultanze del Fondo Monetario Internazionale a conclusione di determinate missioni (visite ufficiali, nella maggior parte dei casi ai paesi membri). Le missioni sono svolte nell’ambito di regolari consultazioni (di solito annuali) ai sensi dell’articolo IV dello statuto del FMI, in un contesto di richiesta di utilizzo delle risorse del FMI (sottoforma di prestiti) sulla base di programmi di monitoraggio e di valutazione dell’andamento economico effettuati dal personale dello stesso FMI.

1. La ripresa nell’Eurozona sta prendendo piede. La produzione è cresciuta per quattro trimestri consecutivi. Una ripresa delle domanda interna si sta aggiungendo alla crescita delle esportazioni nette. La fiducia nei mercati finanziari è notevolmente aumentata, in particolare dopo i recenti provvedimenti della BCE. I rendimenti dei titoli, azionari e sovrani, sono ormai ai minimi storici in molti paesi, e il più basso costo del funding ha aiutato le banche a raccogliere capitale.

2. Iniziative politiche forti hanno rafforzato la fiducia degli investitori e gettato le basi per la ripresa. A livello nazionale, si sono fatti progressi nel ripianare i bilanci pubblici e bancari, mentre le riforme strutturali hanno ripristinato la competitività. A livello di macroarea, i responsabili politici hanno dimostrato un impegno collettivo verso l’Unione Monetaria Europea, ad esempio, attraverso i progressi nella costruzione di un’unione bancaria. E la BCE ha adottato numerose misure volte a sostenere la domanda e combattere la frammentazione. Le valutazioni sulla situazione patrimoniale delle banche da parte della BCE, che saranno completate entro fine anno, stanno incoraggiando la ricapitalizzazione e rafforzando la fiducia nel sistema bancario.

3. Ma la ripresa non è robusta e sufficientemente forte.

  • Attività e investimenti non hanno raggiunto ancora i livelli pre-crisi. La ripresa degli investimenti privati è stata più debole rispetto alle precedenti recessioni e crisi finanziarie. Nel primo trimestre del 2014 la crescita è stata più lenta del previsto e non uniforme tra i paesi.
  • I bilanci sono ancora deboli e i livelli di debito elevati. I livelli di debito pubblico rimangono elevati. La debolezza dei bilanci delle banche limita il flusso del credito mentre i debiti di imprese e famiglie frenano la domanda.
  • L’inflazione è bassa a livelli preoccupanti, anche nei principali paesi. Mantenendo i tassi d’interesse reali elevati, la bassa inflazione soffoca la domanda e la crescita. Ciò rende anche difficile l’adeguamento tra prezzi e salari che deve verificarsi affinché una crescita sostenibile prenda piede.
  • La disoccupazione, specialmente tra i giovani è inaccettabilmente alta. Il tasso medio per l’area Euro è di circa il 12%. La disoccupazione giovanile è ancora più elevata, con una media vicina al 25%. L’alta disoccupazione erode competenze e capitale umano, infliggendo danni permanenti alle capacità di crescita delle economie.

4. Una crescita molto più elevata è necessaria per ridurre la disoccupazione e il debito. Con un contesto di mercato favorevole, è arrivato il momento di attuare le riforme per la crescita. Gli sforzi politici dovrebbero concentrarsi su tre aree: (1) sostegno della domanda, (2) risanamento dei bilanci e completamento dell’unione bancaria, (3) avanzamento delle riforme strutturali.

Fornire maggior sostegno alla domanda

5. Le ultime azioni della BCE dimostrano una determinazione nell’affrontare la bassa inflazione e nell’assolvere il suo mandato. L’ampia gamma di misure dovrebbe portare ad una sostanziale espansione della liquidità. I finanziamenti mirati nei confronti delle banche dovrebbero incoraggiare la crescita nelle economie stressate.

6. La volontà della BCE di fare di più, se necessario, è rassicurante. Se l’inflazione rimane persistentemente bassa, la BCE dovrebbe prendere in considerazione un programma di acquisto di attività su larga scala, soprattutto titoli sovrani. Questo rafforzerebbe la fiducia, migliorerebbe i bilanci aziendali e familiari, e stimolerebbe i prestiti bancari. Nel complesso, la BCE ha il potenziale per avere un impatto significativo sulla domanda e sull’inflazione.

7. Dopo diversi anni di consolidamento, la politica fiscale nell’Eurozona è vicina alla neutralità.  Essa incide sull’equilibrio tra sostegno alla domanda e riduzione del debito. Ma sorprese di crescita negativa non dovrebbero portare ad ulteriori sforzi di risanamento.

Risanamento dei bilanci e completamento dell’unione bancaria

8. I progressi nelle valutazioni da parte della BCE sono stati incoraggianti. Le banche hanno già aumentato in modo sostanziale il capitale in attesa dei risultati dell’ Asset Quality Review (AQR) e stress test associati. L’ambizioso programma di ricapitalizzazione delle banche dovrebbe essere fattibile in condizioni di mercato nettamente migliorate. La BCE dovrebbe continuare a sollecitare le banche ad essere proattive nell’aumento di capitale.

9. Ci sono stati sostanziali progressi verso una più completa unione bancaria.  La transizione verso un unico supervisore, il meccanismo unico di vigilanza, faciliterà i trasferimenti transnazionali di liquidità, riducendo così la frammentazione. Con il meccanismo unico di risoluzione, le procedure decisionali sono state semplificate. E il calendario di mutualizzazione del fondo unico di risoluzione è stato accorciato.

10. Bisogna lavorare per tagliare in modo efficace i collegamenti tra banche e titoli del debito pubblico. L’attuale programma potrebbe rivelarsi insufficiente a rompere i collegamenti tra banche e titoli del debito pubblico. Mentre la proposta per la diretta ricapitalizzazione del Meccanismo Europeo di Stabilità (MES) è un passo nella giusta direzione; nella forma attualmente prevista, le soglie per tale sostegno risultano troppo elevate. Nel complesso, le risorse centralizzate potrebbero non essere sufficienti a gestire situazioni di stress nelle grandi banche.

11. Lavorare sull’eccesso dei debiti d’impresa potrebbe contribuire a stimolare gli investimenti. Molti paesi hanno adottato misure per attenuare le situazioni d’insolvenza. Questi sforzi devono continuare, assieme ai progressi in materia di armonizzazione dei regimi nazionali. Occorre inoltre adottare misure per facilitare le transazioni private, ridurre gli ostacoli alla ristrutturazione del debito e introdurre indicazioni sulle procedure di risoluzione in linea con le best pratices internazionali.

Avanzamento delle riforme strutturali

12. Altre riforme strutturali saranno necessarie per rilanciare gli investimenti, l’occupazione, la produttività e per ridurre gli squilibri.

  • A tal fine, devono proseguire le riforme nazionali per migliorare il funzionamento del mercato del lavoro ed aumentare la concorrenza nel settore manifatturiero e dei servizi. Dovrebbero essere d’aiuto gli sforzi a livello di Eurozona riguardanti l’attuazione della direttiva sui servizi, gli accordi di libero scambio e l’ulteriore integrazione dei mercati energetici al fine di mitigare eventuali perturbazioni nei mercati mondiali delle materie prime causate da eventi geopolitici.
  • Ulteriori sforzi politici sia dalle economie creditrici che debitrici sono necessari per garantire che gli squilibri interni all’Eurozona non riemergano quando la ripresa si sarà consolidata. In particolare, sarebbero necessari maggiori investimenti infrastrutturali nelle economie creditrici ed ulteriori passi avanti per quanto riguarda la crescita della competitività delle economie debitrici.

13. Una strategia globale per combattere la disoccupazione giovanile richiede misure per stimolare la crescita e rimuovere gli ostacoli strutturali all’interno dei paesi. In particolare, la riduzione del cuneo fiscale potrebbe abbassare i costi d’assunzione. Portare i salari minimi in linea con il costo medio del lavoro eviterebbe di collocare i  giovani fuori dal mercato del lavoro. E programmi di formazione maggiormente mirati dovrebbero facilitare l’allineamento delle competenze con le opportunità di lavoro.

14. Lo sviluppo del mercato dei capitali dovrebbe essere incoraggiato per sostenere investimenti e crescita. L’incoraggiare misure alternative di finanziamento del mercato dei capitali, come una maggiore cartolarizzazione, dovrebbe aiutare a garantire i prestiti vitali alle piccole e medie imprese e ridurre la dipendenza dalle banche. Ad esempio, la riduzione dei requisiti patrimoniali per le operazioni di cartolarizzazione libererebbe capitale bancario per ulteriori prestiti.

15. Nel medio periodo, dovrebbero essere analizzate le idee che semplificano e rafforzano la struttura di gestione del bilancio.

  • Le riforme recenti hanno introdotto molti elementi positivi. Tuttavia, il sistema è diventato eccessivamente complicato con obiettivi e traguardi multipli. Il rispetto degli obiettivi di bilancio è stato scarso, riflettendo in parte i deboli meccanismi d’applicazione. E ci si preoccupa che si scoraggino gli investimenti pubblici.
  • Non esistono soluzioni facili per questi problemi. Tuttavia, occorre tenere in considerazione un modello più semplice con un unico obiettivo e con un funzionamento economicamente valido. Ad esempio, la riduzione del debito potrebbe essere l’obiettivo finale e il saldo strutturale l’unico obiettivo operativo. La credibilità delle regole dovrebbe anche essere rafforzata da meccanismi di attuazione molto più forti.
  • Incrementare le capacità centrali di finanziare progetti pubblici come investimenti nei trasporti, nella comunicazione e nei collegamenti energetici, aiuterebbe a gettare le basi per una crescita sostenibile, nel rispetto del bilancio.

16. In sintesi, sono necessari sforzi politici concordati per sostenere la ripresa. Un sostegno continuo alla domanda è fondamentale per affrontare la bassa inflazione. Il contesto di mercato favorevole fornisce anche un’opportunità per fare ulteriori progressi nel risanamento dei bilanci e  portare avanti le riforme strutturali. Ciò creerà le condizioni per una maggiore crescita, per la creazione di posti di lavoro e per una ripresa duratura.

 

RESeT cura la versione italiana delle valutazioni espresse dal Fondo Monetario Internazionale sull’attuale situazione dell’Eurozona. Si tratta di un documento che, pur non condividendolo, RESeT ritiene interessante pubblicare.

 

Pubblicazione del Fondo Monetario Internazionale del 19 giugno 2014

 

Fonte immagine: fernandollera.blogspot.com

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Data pubblicazione: 
2 Luglio 2014
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