Decentralizzazione: un progetto di legge per chiarire le competenze delle regioni

StampaInvia per emailVersione PDF

Il Governo ha appena inviato al Consiglio di Stato il suo progetto di legge “chiarendo l’organizzazione territoriale della Repubblica”. Questo testo, di cui Le Monde è venuto a conoscenza ha come obiettivo di rendere “comprensibile” l’architettura istituzionale ai livelli locali e regionali.

PARIGI - Il Governo ha appena inviato al Consiglio di Stato il suo progetto di legge “chiarendo l’organizzazione territoriale della Repubblica”. Questo testo, di cui Le Monde è venuto a conoscenza, ha come obiettivo di rendere “comprensibile” l’architettura istituzionale ai livelli locali e regionali. Dopo la promulgazione, in gennaio, della legge di modernizzazione dell’azione pubblica territoriale - che come si sa ha creato le metropoli -, questo progetto di legge è presentato come un nuovo “atto fondatore” della decentralizzazione. Si iscrive nella prospettiva evocata l’8 aprile da Manuel Valls, al momento del suo discorso di insediamento, di dimezzare il numero delle regioni aumentando allo stesso tempo le loro prerogative. Abolite sotto il quinquennio di Nicolas Sarkozy, ristabilite dal governo di Jean-Marc Ayrault, la clausola generale delle competenze, che permette alle collettività locali di intervenire al di fuori delle loro competenze principali, è di nuovo abrogata, per le regioni e i dipartimenti. L’obiettivo è di evitare le duplicazioni e di assegnare poteri precisi a ogni livello degli enti locali (per esempio l’azione sociale per i consigli regionali).Il testo fa della regione la collettività territoriale “responsabile (...) degli orientamenti in materia di sviluppo economico”. Essa acquisisce una competenza esclusiva per definire i regimi di aiuto alle imprese e per decidere che imposte applicare loro. È ugualmente essa a elaborare lo “schema regionale di ristrutturazione e sviluppo durevole”, di cui la portata va ad accrescersi: avrà un valore prescrittivo e definirà degli obiettivi su molteplici temi (preservazione delle specie naturali, miglioramento dell’offerta degli alloggi, localizzazione dei grandi impianti e dei progetti economici a sostegno, ecc.).

Raggruppamento delle regioni
Grazie a questo progetto di legge, la regione diviene il capofila nel campo del turismo: dovrà organizzare l’azione comune delle collettività “e dei loro raggruppamenti”. Certi organismi locali, che intervengono già su questo punto, potranno essere fusi. Allo stesso modo, è alla regione che sarà trasferita l’organizzazione dei trasporti urbani e scolari.Infine, conformemente alle intenzioni espresse da Valls davanti ai deputati, il testo dà alle regioni la possibilità di organizzare un referendum se desiderano raggrupparsi (ma niente le obbliga a raccogliere l’orientamento degli elettori, ciò che rimproverano alcuni osservatori). A quelle che non prendono alcuna iniziativa, il governo proporrà prima della fine di marzo 2016, “dei raggruppamenti o delle modificazioni dei limiti territoriali della regioni”. Questa nuova carta sarà tratteggiata dalla legge prima del 1° gennaio 2017. Più articoli del testo trattano le intercomunalità. Uno di questi fissa un orientamento sulla “riduzione” del numero di sindacati dei comuni1, in particolare per il settore idrico, delle bonifiche, dei rifiuti, dei trasporti, ecc. Altre disposizioni sono previste per facilitare l’accesso dei servizi pubblici alla popolazione e lottare contro il gap informatico (miglioramento del finanziamento del piano “Francia ad alto debito”).

Fonte immagine: www.last-video.com

La riproduzione di questo articolo è autorizzata a condizione che sia citata la fonte: www.resetricerca.org

Autore originale: 
Pubblicato su: 
Data pubblicazione: 
24 Aprile 2014
Sezioni: 
Allegato: