Agenda Digitale, opportunità unica per il Mezzogiorno

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Il recepimento della Agenda Digitale Europea fornisce strumenti per superare il digital divide e far ripartire occupazione e tecnologie avanzate al Sud, attraverso semplificazione burocratica, attrazione di investimenti e nascita di startup dell'ICT.

Lunedì 16 giugno si è chiuso il bando per l'individuazione del direttore dell'Agenzia per l'Italia Digitale, nata per accorpare enti delegati all'informatizzazione della Pubblica Amministrazione (PA)[1]. Si tratta dell'ultimo passaggio di una serie di ritardi che i tre governi[2], nel frattempo succedutisi, hanno accumulato nel rendere operativi i punti dell'Agenda Digitale[3].

Ma che cos'è l'Agenda Digitale (AdI) ?

L'AdI, in recepimento dell'Agenda Digitale Europea (AdE), è un programma di interventi, articolati su tre piani. In primis, l'obiettivo del legislatore è snellire i rapporti burocratici tra PA, da un lato, e cittadini e imprese, dall'altro: rientrano in questo profilo l'istituzione di documento digitale unificato, Anagrafe Nazionale della popolazione residente, fascicolo elettronico universitario e sanitario, libri centri scolastici digitali; l'incentivazione di bigliettazione elettronica e sistemi di trasporto intelligente; la previsione della PEC quale canale privilegiato (con i cittadini) o obbligatorio (con altri enti e imprese) di comunicazione della PA.

Il secondo fronte riguarda le infrastrutture tecnologiche: sono ridotti i passaggi autorizzatori per i fornitori di connessioni in banda larga e wireless e resi disponibili 750 milioni di euro per l'implementazione di tecnologie in grado di superare il divario digitale. Contestualmente, viene introdotto un credito di imposta, fino al 50%, per imprese che contribuiranno alla costruzione e alla gestione di opere strategiche, a valere su Irap e Ires. Il terzo piano concerne il sostegno alle startup:  200 milioni  per nuove aziende in settori innovativi e ulteriori risorse per quelle meridionali. Inoltre, parte delle somme investite nelle startup saranno deducibili o detraibili. 

Un quadro così ambizioso di interventi si è arenato di fronte alle farraginosità del decreto (eccessivo ricorso a regolamenti e decreti attuativi) e all'instabilità politica del nostro Paese. Gli obiettivi fissati dall'AdI rispecchiano le esigenze occupazionali di una vasta fascia della forza lavoro del Sud, costituita da giovani laureati e specializzati, che fronteggiano attualmente la mancanza di un'offerta di lavoro qualificato emigrando in regioni più attraenti o dedicandosi ad occupazioni non in linea con il proprio profilo. Incrociando i dati di analisi statistiche e sociologiche[4], emerge il quadro di un Meridione d'Italia in cui la produzione di eccellente capitale umano, dotato di know-how innovativo, non si traduce in un tessuto produttivo, per una serie di ragioni (burocazia, malavita, gap infrastrutturale, ecc.). L'AdI può rappresentare una risposta vitale ai segnali di diffusa rassegnazione delle future classi dirigenti meridionali, che, in caso contrario, continueranno a lavorare e creare ricchezza e sviluppo altrove.

 

RESeT editoriale n. 8 del 20 giugno 2014

 

Fonte immagine: triplepunduit.com

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[1] Il testo del D. l. 179/2012, cosiddetto "Trasforma Italia", istitutivo dell'Agenda Digitale e dell'Agenzia Digitale per l'Italia, è reperibile all'indirizzo http://www.corrierecomunicazioni.it/upload/images/10_2012/121019202618.pdf, mentre una sintesi esplicativa, prodotta dal Corriere delle Comunicazioni, è disponibile al seguente link: http://www.corrierecomunicazioni.it/pa-digitale/17526_trasforma-italia-ecco-il-decreto-approvato-in-cdm.htm.

[2] I tre esecutivi sono stati guidati da Mario Monti, Enrico Letta e Matteo Renzi.

[3] Per ragioni di spazio non possiamo qui riassumere tutte le incongruenze e i ritardi nell'applicazione dell'Agenda, per i quali si rinvia a Ernesto Belisario, Agenda Digitale: ecco tutti i ritardi del governo, http://www.agendadigitale.eu/egov/432_agenda-digitale-ecco-tutti-i-ritardi-del-governo.htm [consultato il 04/06/2014].

[4] Vedi, tra gli altri, il Rapporto SVIMEZ sull'economia del Mezzogiorno 2013, la cui sintesi è reperibile al link http://lnx.svimez.info/images/RAPPORTO/materiali2013/rapporto_2013_sintesi_stampa.pdf [consultato il 01/06/2014], e XVI Indagine (2014) – Condizione occupazionale dei Laureati di AlmaLaurea, consultabile all'indirizzo https://www.almalaurea.it/universita/occupazione/occupazione12 [visitato il 04/06/2014].

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Data pubblicazione: 
Venerdì, 20 Giugno, 2014
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