Politiche Giovanile

Responsabile: Raffaele Savonardo

I giovani sono tra i principali protagonisti delle trasformazioni sociali e culturali. Studiare le nuove generazioni ci permette, dunque, di leggere ed interpretare il nostro tempo. L’attuale contesto locale e globale si caratterizza per la presenza di profondi processi di cambiamento, che riguardano non solo gli assetti istituzionali e le organizzazioni, ma anche gli atteggiamenti, i comportamenti e le forme di socializzazione e di espressione della popolazione. Queste tendenze, in rapida evoluzione, mostrano una specificità giovanile nella creazione di nuovi bisogni, di nuovi valori, di nuovi sistemi di significato sia in rapporto alla sfera strettamente privata, sia in rapporto al legame che unisce il giovane cittadino alle istituzioni del territorio. In altre parole, il modo con cui i giovani si pongono nei confronti dei ruoli sociali, ma anche degli apparati istituzionali deputati al governo e all’amministrazione pubblica sta radicalmente cambiando rispetto a soli pochi anni fa, tanto che si prospetta una notevole frattura generazionale non solo tra giovani ed adulti, ma anche all’interno delle differenti coorti di età giovanili. Inoltre, la progressiva crisi dei tradizionali punti di riferimento, delle certezze e delle prospettive di vita sembra determinare la scomparsa del futuro e di ogni forma di progettualità. Crollano le speranze e le attese utopiche mentre diviene centrale l’esperienza del tempo presente, l’hic e nunc, il ‘vivere alla giornata’.
Tuttavia, recenti indagini (Crespi, 2005) mettono in evidenza come i giovani tendano a reagire all’assenza di certezze, elaborando risposte capaci di neutralizzare il timore del futuro ed esprimendo in modo netto la tendenza ad aprirsi in positivo all’imprevedibilità. Le nuove generazioni sembrano mettere in conto la possibilità di cambiamenti di rotta anche repentini e di costruire risposte in “tempo reale”, reagendo agli imprevisti. La velocità e i ritmi sociali della tarda modernità con cui i giovani convivono, permette loro di “cogliere l’attimo” e di affrontare le occasioni del momento via via che si presentano (Leccardi, 2005). Per le nuove generazioni, l’incertezza di un futuro senza progetto significa la predisposizione ad individuare di volta in volta possibili soluzioni. L’aspetto innovativo che sembra caratterizzare le nuove generazioni è, dunque, «la capacità di accettare la frammentazione e l’incertezza dell’ambiente come dato non eliminabile, da trasformare in risorsa grazie ad un esercizio costante di consapevolezza e riflessività». L’età giovanile è comunemente considerata una condizione transitoria che segna progressivamente l’abbandono dell’adolescenza e la contemporanea assunzione delle funzioni e delle competenze dell’età adulta. «I tempi e i modi con i quali questo passaggio si realizza appaiono fortemente influenzati da contingenze storiche, economiche e culturali. La transizione nelle società contemporanee è scandita dal superamento di soglie, ovvero da tappe di passaggio, indispensabile per poter ricoprire stabilmente quelle posizioni sociali che contraddistinguono l’individuo adulto e lo differenziano dall’adolescente» (Buzzi, Cavallo, de Lillo, 2002, p. 20).
Oggi, tale processo di transizione sembra prolungarsi in modo esponenziale, la categoria di giovane sembra estendersi senza tempo. Le tradizionali distinzioni per classi d’età si aprono e l’idea di giovane si dilata. Ogni individuo, può percepire la propria condizione di giovane come non terminata e persino come non terminabile. In un contesto in cui la frammentazione e la crisi delle tradizionali categorie del tempo e dello spazio, i giovani, che si trovano in un mondo in cui l’accesso al mercato del lavoro è sempre più difficile e il lavoro sempre più precario, “allungano la loro condizione di non-più-adolescenti e non ancora-adulti”. A partire da questo scenario la sezione di Politiche Giovanili di RESeT intende studiare e approfondire tali tematiche nei contesti in cui si concentra l’attività dell’Associazione.

Politiche Giovanili

  1. A chi analizza i possibili esiti di un intervento di politica economica o sociale suscita, lo si deve confessare, un sottile piacere la conferma di una previsione, specie se a pronosticarne gli esiti egli non si trova in nutrita compagnia.

    RESeT Editoriale | di Sergio D'Angelo e Ugo Marani | su La Repubblica Napoli | il 12 Nov 2014 | Europa e Economia e Politiche Giovanili
  2. La ricerca analizza gli elementi e i fattori di non competitività della Campania e delle regioni del Mezzogiorno nel contesto europeo, utilizzando l’indice di competitività regionale e i dati del 2010 e del 2013.

    RESeT Papers | di Maria Carannante e Cristina Serio | su RESeT Report | il 12 Nov 2014 | Ambiente e Territorio e Cooperazione allo sviluppo e Credito e Cooperazione e Europa e Economia e Fabbriche Creative e Federalismo e Fiscalità e Governance e PA e Innovazione e Culture Digitali e Politiche Giovanili e Storia, Industria e Finanza e Sviluppo e Azione Pubblica e Volontariato e Terzo Settore
  3. In un momento storico come questo, in cui il vacillante mercato del lavoro tende ad offrire, anche alle persone più qualificate, contratti part-time, non bisogna stupirsi dinanzi alle statistiche che danno in crescente aumento il numero di “super laureati” ansiosi e depressi.

    RESeT Internazionale | di Anita Di Lallo | da Anna North | su The New York Times | il 11 Nov 2014 | Politiche Giovanili
  4. Nel Mezzogiorno d’Italia è in atto una “fuga dalle università”. Diminuiscono le iscrizioni, diminuiscono i laureati. Il sistema dell’alta formazione è in crisi. Diminuiscono i docenti e molti atenei sono in difficoltà economiche. Le regioni del Mezzogiorno d’Italia sono, in Europa, le più lontane in assoluto dalla “società della conoscenza”. Ma questo tema è assente dal dibattito pubblico. Col risultato che in questo modo il Sud si sta giocando il futuro. E non lo sa.

    RESeT Editoriale | di Pietro Greco | su RESeT Editoriale | il 6 Giu 2014 | Governance e PA e Politiche Giovanili e Sviluppo e Azione Pubblica
  5. Nel prossimo mese di giugno, secondo le cadenze previste dalla Riforma Gelmini, nuove Commissioni Idoneative si preparano a dare rinnovate speranze ai “rampanti giovani” che vogliono intraprendere la carriera universitaria dopo aver maturato esperienze e competenze di ricerca frequentando le “Scuole” delle nostre università meridionali. 

    RESeT Editoriale | di Paolo Vigo | su RESeT Editoriale | il 23 Mag 2014 | Cooperazione allo sviluppo e Europa e Economia e Politiche Giovanili e Sviluppo e Azione Pubblica
  6. Una parte degli studenti di economia è convinta che il programma in vigore nella maggior parte delle università non sia adeguata e si stanno muovendo per far cambiare le cose.
     

    RESeT Internazionale | di Valentina Bove | da John Cassidy | su The New Yorker | il 13 Mag 2014 | Politiche Giovanili
  7. Prende vita RESeT Report: un'attività di ricerca condotta mensilmente dall'associazione. Il primo numero, quello di maggio, discute sulle problematiche che riguardano l'esclusione giovanile in Campania. 

    RESeT Papers | di Maria Carannante e Enrica D'Urzo | su RESeT Report | il 7 Mag 2014 | Credito e Cooperazione e Europa e Economia e Governance e PA e Politiche Giovanili e Storia, Industria e Finanza e Sviluppo e Azione Pubblica
  8. I NEET rappresentano quella categoria di giovani, di età compresa tra i 15 e i 29 anni, che non hanno un lavoro, non studiano né seguono un corso di formazione, e sono un potenziale problema per la società e per se stessi.

    RESeT Internazionale | di Mauro Crisci | da Karinne Logez | su OECD EDUCATION TODAY | il 29 Mag 2013 | Politiche Giovanili