America latina: attenzione alla fine del boom della classe media

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Secondo Moody's, la crescita dell'America Latina si è già arrestata 

Se si digita “America Latina” e “boom delle classi medie” su Google, si otterranno più di 40.000 risultati. Infatti, l'aumento di milioni di latinoamericani usciti dalla povertà negli ultimi dieci anni ha contribuito a definire socialmente, politicamente ed economicamente la regione. Inoltre, ha anche reso ricchi gli investitori.

Tuttavia, come Moody’s spiega in un suo rapporto, il boom della classe media sta già volgendo al termine e, per alcune aziende in particolare, i risultati non saranno piacevoli.

Moody’s scrive:

«Noi prevediamo che la crescita in Argentina, Brasile, Cile e Perù scenda al di sotto del tasso di crescita medio sperimentato da ciascun paese durante il periodo 2004-13. Nel 2015, il Messico è l'unico paese in cui ci aspettiamo una crescita che superi la sua media storica, nonostante l'attività economica del paese sia rimasta la stessa per anni.

Anche se ci aspettiamo una crescita (non in Argentina) nel 2015, i consumatori non saranno in grado di guidare tale ripresa. In Messico, le componenti di crescita più probabili sono la spesa pubblica e lo stimolo derivante da un'economia più dinamica degli Stati Uniti. In Perù, la spesa pubblica e gli investimenti nel settore minerario guideranno la crescita, mentre in Colombia la spesa pubblica destinata alle infrastrutture dovrebbe aiutare il paese a mantenere un ritmo costante di crescita

Il settore più colpito dal rallentamento dei consumi in tutta la regione sarà il settore assicurativo. Infatti, quest’ultimo è stato caratterizzato da una rapida crescita durante gli ultimi dieci anni, secondo Moody’s:

«Le assicurazione per la vecchiaia e sulla vita saranno quelle più colpite negativamente dal rallentamento della crescita. La domanda di questi prodotti è salita grazie all'aumento dei redditi ed in seguito all’aumento della preoccupazione tra la popolazione per il futuro relativamente all’adeguatezza dei programmi di sicurezza sociale».

I negozianti, le case automobilistiche, i costruttori edili, le compagnie aeree e le finanziarie sono tutti suscettibili di potenziali sofferenze. Di seguito ci sono alcune aziende che Moody’s ritiene possano essere vulnerabili in tutta la regione:

  • la brasilana Usiminas. L’acciaieria è particolarmente esposta al rallentamento dell’industria automobilistica del paese, corrispondente a circa il 32 per cento delle sue vendite sul mercato interno;
  • l’argentina Quickfood. Il produttore di surgelati ha già un profilo finanziario debole, e il calo della domanda dei consumatori porterà ad un ulteriore calo dei suoi risultati, in particolare nel settore alimentare altamente competitivo;
  • la SMU del Cile. Questa catena di supermercati è già in difficoltà ed è venuta meno a una porzione di prestito sindacato;
  • la peruviana Banco Internacional del Perú-Interbank. La banca ha un’esposizione superiore alla media per i prestiti al consumo non garantiti rispetto al proprio portafoglio complessivo.

 

 

Fonte immagine: postnewsgroup.com

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Data pubblicazione: 
26 Novembre 2014
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